La Ruota dell’anno: sabba, feste e piante magiche
Ogni anno la ruota gira e ritorna. A Samhain si apparecchia per i morti, a Yule arde il ceppo, nella notte di San Giovanni si raccolgono le erbe bagnate di rugiada. Qui trovi tutte le feste dell’anno, dai sabba celtici alle tradizioni italiane, con i riti e le piante che le accompagnano.
San Nicola
Il santo dei doni ai bambini, protettore di Bari, che la leggenda vuole risuscitatore di tre fanciulli. Nella notte della vigilia i bambini mettono una scarpa o un piatto davanti alla porta.
Usanza Il santo porta di nascosto mele e noci, immagine infantile della buona fortuna.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Immacolata Concezione e Venuta della Santa Casa
L'8 dicembre si portano fiori all'Immacolata; nella notte fra il 9 e il 10 dicembre le Marche festeggiano la Venuta della Santa Casa di Loreto con i fuochi.
Usanza Si accendono i focaracci, alti coni di legna rivestiti di rami di ginestra e di ginepro raccolti nei boschi.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Santa Lucia
La messaggera di luce, martire di Siracusa, festeggiata nel giorno che il calendario giuliano faceva cadere nel solstizio: il giorno più corto dell'anno.
Usanza In Sicilia non si mangiano pane né pasta in ricordo della carestia vinta dalla santa con le navi cariche di frumento: si mangia la cuccìa, grano bollito con legumi o nel latte.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Natale
La nascita del Sole di giustizia nel cuore del solstizio: l'albero della vita, il ceppo che arde dodici giorni, le piante sempreverdi che vincono l'inverno.
Usanza L'abete, albero cosmico e albero della vita, si orna di lumi e di frutti dorati.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Capodanno
L'anno nuovo, sotto la protezione di Giano, si apre con gli auguri di abbondanza e con i cibi che somigliano a monete.
Usanza Dopo la mezzanotte si mangiano le lenticchie, simili a minuscole monete, per la prosperità; anticamente erano cibo legato ai morti e alla rinascita.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Epifania
La manifestazione del Cristo ai Magi, che chiude i dodici giorni del ceppo. Al Bambino si offrono oro, incenso e mirra; in Italia arriva la Befana.
Usanza L'incenso accompagna la preghiera che sale al cielo; la mirra è l'aroma del medico e del taumaturgo che libera dai demoni.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Sant'Antonio abate
Il santo del fuoco e degli animali apre il tempo del Carnevale: si benedicono le stalle e si accendono grandi falò.
Usanza A Villavallelonga, in Abruzzo, si distribuiscono fave cotte e panetta, una focaccia con l'anice, mentre sfilano i diavoli con una cipolla in bocca.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →San Sebastiano
A Dolceacqua, in Liguria, il protagonista della festa è un albero d'alloro.
Usanza Un alloro tagliato qualche giorno prima viene portato in processione per le vie del paese: albero di Apollo e del Sole, immagine del cosmo, di fecondità, fortuna e salute.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Candelora
Presentazione di Gesù al tempio e Purificazione di Maria, quaranta giorni dopo Natale: si benedicono le candele, luce del Cristo e fuoco che risveglia la vita nascosta nella terra.
Usanza Le candele benedette si portano a casa e si sistemano, con il rosario, alla testata del letto: proteggono dai cataclismi, dai temporali e dai fulmini.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →San Biagio
Il santo protettore della gola e dei pastori, festeggiato con la benedizione dei campi e del grano da seminare.
Usanza All'offertorio si portano frumento e altri cereali: benedetti, vengono mescolati ai chicchi della semina autunnale per assicurare un buon raccolto.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →San Valentino
A metà febbraio il sole comincia a scaldare la terra: Valentino divenne il santo degli innamorati e l'annuncio della primavera vicina.
Usanza Sbocciano le prime violette e fioriscono mandorli e noccioli, segni della primavera imminente.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Carnevale
Il tempo del mondo alla rovescia, dei roghi e delle maschere, che brucia l'anno vecchio prima della Quaresima e della primavera.
Usanza A Grauno, in Trentino, si brucia un grande pino addobbato: se le scintille ricadevano ad arco come spighe d'orzo e di frumento, l'anno sarebbe stato propizio.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Mercoledì delle Ceneri
Inizio della Quaresima: il sacerdote impone le ceneri, segno del destino di ogni uomo.
Usanza Le ceneri si ottengono bruciando i rami d'olivo benedetti l'anno precedente nella Domenica delle Palme.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Ognissanti
La festa di tutti i santi ha cristianizzato il capodanno celtico: i santi sono come i chicchi di grano che scendono nella terra d'autunno per rinascere in primavera.
Usanza «Per Ognissanti siano i grani seminati e i frutti rincasati»: il grano appena seminato è «sceso negli inferi».
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Commemorazione dei defunti
Nella notte fra il primo e il 2 novembre i morti tornano a casa e mangiano il cibo preparato per loro: è l'eco del capodanno dei morti.
Usanza In Veneto e in Friuli i morti consumano fave, castagne e zucca; in Piemonte si lasciavano castagne sulla tavola perché i poveri morti se ne nutrissero.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →San Martino
«Per San Martino ogni mosto è vino»: si spilla il vino novello, si mangiano castagne e oca, e torna per pochi giorni l'estate di San Martino.
Usanza «Oca, castagne e vin, tent tût pe' San Martin»: il vino nuovo si offre ritualmente al santo; le castagne sono il cibo legato ai morti che tornano nei giorni di capodanno.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Sant'Andrea
Nel Viterbese Sant'Andrea porta i doni ai bambini come una Befana d'autunno.
Usanza La sera della vigilia i bambini mettono sul davanzale un piatto vuoto e accanto al focolare un'arancia e un bicchiere di vino per rifocillare il santo.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Samhain
Il Capodanno celtico, che chiude il raccolto e apre la metà oscura dell'anno: nella notte delle Calende d'inverno il velo fra i mondi si assottiglia e i morti tornano a visitare i vivi. In Italia la tradizione vuole che le anime restino fra noi tre notti, fino al 2 novembre.
Usanza Si apparecchia un posto in più a tavola per i defunti, si lascia loro acqua e una lanterna accesa fuori dall'uscio; si brinda alla memoria dei defunti con vino rosso speziato con chiodi di garofano, cannella, miele e noce moscata.
Le piante della festa
Leggi tutto sulla festa →Yule — Solstizio d'inverno
La notte più lunga dell'anno, in cui rinasce il Sole bambino: la festa delle luci, dei sempreverdi e del ceppo che arde fino all'alba perché la luce vinca le tenebre.
Usanza Si veglia con candele bianche e il fuoco acceso fino all'alba; si brucia nel camino il ceppo di Yule, un tronco di quercia scelto nei giorni precedenti.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Imbolc
La festa di Brigida, che apre la primavera celtica: le giornate si allungano, spuntano i bucaneve, gli armenti tornano a dare latte. È il tempo della purificazione, come il Februarius romano dedicato a Giunone Februata.
Usanza Si cucina con latte, burro, miele, uova e farina; si versa latte sulle pietre e si offre incenso al fuoco.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Il mese del frassino
Nel calendario arboreo dei Celti il terzo mese era intitolato al frassino, albero cosmico che collega le regioni dell'universo.
Usanza Si accendeva un fuoco di frassino per chiamare le prime piogge di primavera.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →Il mese dell'edera
L'edera, gort per i Celti, fiorisce in autunno ed era uno dei simboli di Dioniso.
Usanza Fuori dalle osterie si appendeva una frasca d'edera per segnalare la mescita del vino: un amuleto che rendeva il vino innocente e spingeva alla sincerità.
Le piante della festa
Leggi tutto nel calendario →La Ruota dell'anno è il cerchio delle feste che segnano il cammino del sole: otto sabba celtici, le grandi ricorrenze della tradizione italiana e i mesi sacri agli alberi. In ogni festa le piante hanno un ruolo preciso: si bruciano nei falò, si intrecciano in corone, si mettono sotto il cuscino, si offrono ai defunti.
Gli otto sabba dividono l'anno in parti uguali: Samhain apre la metà oscura il 31 ottobre, Yule celebra la rinascita del sole al solstizio d'inverno, Imbolc annuncia la primavera con la luce di Brigida, Ostara pareggia giorno e notte all'equinozio, Beltaine accende i fuochi del primo maggio, Litha raggiunge il culmine al solstizio d'estate, Lughnasadh raccoglie il primo grano, Mabon chiude la vendemmia all'equinozio d'autunno.
Accanto ai sabba vivono le feste della tradizione italiana, che spesso ne custodiscono il cuore antico: il ceppo di Natale, i fuochi di Sant'Antonio, le erbe e la rugiada della notte di San Giovanni, le fave e le castagne dei morti. Le date delle feste mobili, da Carnevale a Pentecoste, sono calcolate sull'anno in corso.
Come usare il calendario: la ruota in alto mostra a colpo d'occhio dove ci troviamo, con la lancetta d'oro sul giorno di oggi; i filtri separano feste italiane, sabba e mesi degli alberi celtici; ogni festa apre i suoi riti e le sue usanze, e ogni pianta porta alla sua scheda con corrispondenze, uso magico e tradizione.
Gli otto sabba Le feste della tradizione italiana
Le date delle feste mobili sono calcolate per il 2026.
Gennaio
Capodanno
1 gennaio
L'anno nuovo, sotto la protezione di Giano, si apre con gli auguri di abbondanza e con i cibi che somigliano a monete.
Riti e usanze
- Dopo la mezzanotte si mangiano le lenticchie, simili a minuscole monete, per la prosperità; anticamente erano cibo legato ai morti e alla rinascita.
- I Romani si scambiavano ramoscelli d'alloro, le strenne, come augurio di fortuna; a Napoli si regalano ancora fichi secchi avvolti in foglie d'alloro.
- In Abruzzo si lasciano cadere sulla brace le foglie di un rametto d'olivo, una per persona: se la foglia volteggia, quella persona vivrà in salute.
- Si regala uva e si mangiano chicchi, noci e semi che simboleggiano la fertilità dell'anno.
Epifania
6 gennaio
La manifestazione del Cristo ai Magi, che chiude i dodici giorni del ceppo. Al Bambino si offrono oro, incenso e mirra; in Italia arriva la Befana.
Riti e usanze
- L'incenso accompagna la preghiera che sale al cielo; la mirra è l'aroma del medico e del taumaturgo che libera dai demoni.
- A Rivisondoli e nelle Marche i ragazzi portano bastoni infilati di arance; il vescovo benedice l'acqua della fontana tenendo in mano tre candele e foglie di ruta, e le arance benedette si distribuiscono come frutti del Cristo albero della vita.
- Si elegge il re della fava, chi trova la fava nascosta nella focaccia: sarà fortunato tutto l'anno e sceglie la regina gettando la fava nel suo bicchiere.
- In Campania si getta sul fuoco una foglia d'ulivo: se salta, la vita è garantita per l'anno.
- Nei falò dell'Epifania bruciano rovi e castagne d'India che scoppiettano come petardi.
Sant'Antonio abate
17 gennaio
Il santo del fuoco e degli animali apre il tempo del Carnevale: si benedicono le stalle e si accendono grandi falò.
Riti e usanze
- A Villavallelonga, in Abruzzo, si distribuiscono fave cotte e panetta, una focaccia con l'anice, mentre sfilano i diavoli con una cipolla in bocca.
- Sulla cima del grande falò si pianta un ramo d'arancio e si pongono spighe di grano.
- A Fara Filiorum Petri si bruciano le farchie, enormi fasci di canne legati con rametti di salice rosso, in ricordo del bosco di querce che si trasformò in guerrieri di fuoco.
San Sebastiano
20 gennaio
A Dolceacqua, in Liguria, il protagonista della festa è un albero d'alloro.
Riti e usanze
- Un alloro tagliato qualche giorno prima viene portato in processione per le vie del paese: albero di Apollo e del Sole, immagine del cosmo, di fecondità, fortuna e salute.
Febbraio
Imbolc
1–2 febbraio
La festa di Brigida, che apre la primavera celtica: le giornate si allungano, spuntano i bucaneve, gli armenti tornano a dare latte. È il tempo della purificazione, come il Februarius romano dedicato a Giunone Februata.
Riti e usanze
- Si cucina con latte, burro, miele, uova e farina; si versa latte sulle pietre e si offre incenso al fuoco.
- Si lascia accanto al focolare o alla porta un cesto con biscotti, frutta secca e croci di Brigida, perché la santa vi passi accanto.
- Si seppellisce nella terra la bambola di spighe di grano intrecciata alla mietitura, perché il grano rinasca; nella Roma antica ai Mani si offrivano grano con un poco di sale e pane intinto nel vino con le viole.
Candelora
2 febbraio
Presentazione di Gesù al tempio e Purificazione di Maria, quaranta giorni dopo Natale: si benedicono le candele, luce del Cristo e fuoco che risveglia la vita nascosta nella terra.
Riti e usanze
- Le candele benedette si portano a casa e si sistemano, con il rosario, alla testata del letto: proteggono dai cataclismi, dai temporali e dai fulmini.
- In alcune processioni la Vergine ha il capo cinto da una ghirlanda di fiori d'arancio e porta una candelina accesa.
- Per il candore e la fioritura precoce il bucaneve è il fiore della Purificazione: in questo giorno le fanciulle di molti Paesi europei lo coglievano per portarlo su di sé come simbolo di Purezza.
- «Se per la Candelora il tempo è bello, molto più vino avremo che vinello»; e «pioggia di febbraio empie il granaio».
San Biagio
3 febbraio
Il santo protettore della gola e dei pastori, festeggiato con la benedizione dei campi e del grano da seminare.
Riti e usanze
- All'offertorio si portano frumento e altri cereali: benedetti, vengono mescolati ai chicchi della semina autunnale per assicurare un buon raccolto.
- A Gergei, in Sardegna, si porta in processione il sussineddu, un intreccio di giunchi da cui pendono arance, mele, dolcetti e fiori.
Carnevale
12–17 febbraio · Dall'Epifania o da Sant'Antonio fino al martedì grasso
Il tempo del mondo alla rovescia, dei roghi e delle maschere, che brucia l'anno vecchio prima della Quaresima e della primavera.
Riti e usanze
- A Grauno, in Trentino, si brucia un grande pino addobbato: se le scintille ricadevano ad arco come spighe d'orzo e di frumento, l'anno sarebbe stato propizio.
- A Romarzolo si portano in processione i «carnevali», piramidi di canne coronate d'alloro e ornate di arance; i bambini aprono il corteo con rami d'alloro.
- A Ivrea, dopo la battaglia delle arance, il martedì grasso si bruciano gli scarli, lunghi pali rivestiti di erica: fuoco che purifica e annuncia il sole di primavera.
- Alla Sartiglia di Oristano il cavaliere benedice la folla con un mazzo di violette e pervinche, «sa pippìa de maiu», e la folla gli getta grano e fiori.
- La vecchia di mezza Quaresima, piena d'uva, fichi secchi, castagne, carrube, mele e pere, viene segata e bruciata sul rogo.
San Valentino
14 febbraio
A metà febbraio il sole comincia a scaldare la terra: Valentino divenne il santo degli innamorati e l'annuncio della primavera vicina.
Riti e usanze
- Sbocciano le prime violette e fioriscono mandorli e noccioli, segni della primavera imminente.
Mercoledì delle Ceneri
18 febbraio · Il mercoledì dopo il martedì grasso
Inizio della Quaresima: il sacerdote impone le ceneri, segno del destino di ogni uomo.
Riti e usanze
- Le ceneri si ottengono bruciando i rami d'olivo benedetti l'anno precedente nella Domenica delle Palme.
- In Garfagnana si giocava al «mi' verde»: per tutta la Quaresima due amici dovevano portare con sé un rametto o una foglia di bosso, o un ramoscello d'olivo benedetto.
Il mese del frassino
18 febbraio – 17 marzo
Nel calendario arboreo dei Celti il terzo mese era intitolato al frassino, albero cosmico che collega le regioni dell'universo.
Riti e usanze
- Si accendeva un fuoco di frassino per chiamare le prime piogge di primavera.
- Era amuleto contro l'annegamento e albero guaritore: in Inghilterra si faceva passare tre volte un bambino malato nella fenditura di un giovane frassino.
Marzo
Festa della donna
8 marzo
La giornata internazionale della donna, nata nel Novecento, ha il suo fiore nella mimosa.
Riti e usanze
- Si dona la mimosa, che simboleggia il passaggio dalla morte a una condizione di luce: emblema di rinascita e di vittoria.
Il mese dell'ontano
18 marzo – 14 aprile
L'ontano regna sull'equinozio di primavera e sul segno dell'Ariete, quasi sostenesse il sole nel passaggio dell'equatore celeste.
Riti e usanze
- In Irlanda si dice che chi abbatte un ontano vedrà bruciare la propria casa.
- Con il suo legno, si diceva, le streghe facevano fischietti per richiamare i venti.
San Giuseppe
19 marzo
Il santo dei falegnami e dei poveri segna la fine dell'inverno: si diceva che ogni famiglia offrisse l'ultima fascina. In Sicilia si preparano le tavole e gli altari votivi.
Riti e usanze
- Sulle tavole di San Giuseppe, accanto ai grandi pani votivi, si mettono per ogni commensale un'arancia, un cedro, una lattuga e un finocchio; al centro della tavola di San Giuseppe si serve la frittura di cardi, carciofi, cavolfiori, zucca e olive.
- I virgineddi, i bambini che impersonano la Sacra Famiglia, rompono il digiuno mangiando uno spicchio d'arancia.
- A Campobello di Mazara gli altari si ornano di cuccidate coronate di semi di sesamo, e i muli portano in voto sacchi di frumento.
Ostara — Equinozio di primavera
21 marzo
Notte e giorno si equivalgono e si apre la stagione della semina. Il sole attraversa l'equatore celeste e risale: tornano in vita Attis, Adone, Persefone; la tradizione stregonica lo celebra alla luna piena che segue il 21 marzo, la Luna della Lepre.
Riti e usanze
- Si benedicono i semi e si piantano in luoghi inattesi; si disegnano i desideri sulle uova e si interrano.
- Si veste di bianco e si orna la casa di fiori freschi; si versa latte, miele o vino sui campi e sugli orti.
- Nei Tristia romani si fasciava un pino con bende di lana e ghirlande di viole, in memoria del sangue di Attis; dal sangue di Adone sbocciò l'anemone.
Domenica delle Palme
29 marzo · La domenica prima di Pasqua
L'ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto con rami di palma: la palma della vittoria e l'olivo della pace e della misericordia.
Riti e usanze
- Si benedicono e si portano a casa rami di palma o d'olivo: l'olivo è l'albero della misericordia, nato secondo la leggenda sulla tomba di Adamo e divenuto il legno della croce.
- Con l'olivo benedetto si facevano crocette-amuleto, si fumigavano le bestie malate e chi era colpito dal malocchio, si ornavano le immagini sacre e le acquasantiere.
- «Se piove sulla palma non piove sulle uova»: il tempo delle Palme predice quello di Pasqua.
Settimana Santa e sepolcri
29 marzo – 4 aprile · Dalla Domenica delle Palme al Sabato Santo
La settimana della Passione. Nel Mediterraneo i sepolcri del Giovedì Santo conservano il ricordo dei giardini di Adone, il dio che muore e rinasce.
Riti e usanze
- Prima di Pasqua le donne siciliane e calabresi seminano grano, lenticchie o orzo in piatti tenuti nella penombra: i germogli pallidi ornano i sepolcri, come i giardini di Adone, seminati di grano, orzo, lattuga, finocchi e fiori.
- Dal sangue di Adone, narra il mito, nacque l'anemone, fiore che dura pochissimo.
- Il Cristo è la vera spiga di grano falciata per il nutrimento degli uomini e la vera vite: il pane e il vino del Giovedì Santo.
Aprile
Pasqua
5 aprile · La prima domenica dopo il plenilunio di primavera
La Resurrezione, centro dell'anno cristiano, cade dopo il primo plenilunio di primavera: uova, colombe e rami d'olivo annunciano la vita che rinasce.
Riti e usanze
- La colomba con il ramoscello d'olivo nel becco, come quella dell'arca di Noè, è il simbolo del Cristo risorto e della vita che rinasce dopo il diluvio.
- Nella processione dei Talami il carro delle primizie, colmo di covoni di grano dell'anno prima, era preceduto da un albero d'alloro coperto di ciambelle.
Il mese del salice
15 aprile – 12 maggio
Il salice, consacrato a Persefone ed Ecate, dee lunari e regine degli inferi, è l'albero delle streghe e delle Muse.
Riti e usanze
- Nel culto di Gerusalemme la festa delle capanne era chiamata «giorno dei salici»: il tirso si faceva con palma, melo cotogno e salice rosso.
San Giorgio
23 aprile
Il santo cavaliere che uccide il drago apre la stagione dei campi e del bestiame.
Riti e usanze
- Gli Slavi della Carinzia portavano in processione un albero e il «verde Giorgio», un fantoccio coperto di fronde di betulla che si gettava nell'acqua per chiamare la pioggia e la fecondità.
- «Per San Giorgio semina l'orzo», dicono i contadini; a Montorgiali si mangiano i biscotti di San Giorgio con l'anice.
San Marco
25 aprile
Il patrono di Venezia è festeggiato con il bocolo, il bocciolo di rosa che i fidanzati offrono alle fidanzate.
Riti e usanze
- La leggenda narra del roseto portato dalla tomba dell'evangelista: tornò a fiorire d'incanto quando un giovane ne colse una rosa per gettarla ai piedi della fanciulla amata.
Notte di Valpurga
30 aprile
La vigilia di Calendimaggio, notte di veglia e di passaggio alla bella stagione in cui si diceva che le streghe si dessero convegno; la si poneva sotto la protezione di santa Valpurga.
Riti e usanze
- Nel Tirolo, negli ultimi giorni d'aprile, si preparavano fasci di frasche resinose, cicuta, rosmarino e ramoscelli di pruno, e si fumigavano le case con bacche di ginepro e ruta.
- Al suono della campana si incendiavano le fascine e si accendeva l'incenso gridando: «Fuggi, strega, fuggi, o male sarà per te»; poi si correva intorno alle case.
Maggio
Calendimaggio
1 maggio
Il primo giorno di maggio celebra il ritorno della vegetazione: si pianta l'albero di maggio, si canta il maggio di casa in casa, si incoronano le regine di maggio. È la versione italiana di Beltaine.
Riti e usanze
- Si taglia nel bosco un albero, il maggio, e lo si pianta in piazza ornato di fiori e nastri, con arance e doni sulla cima: a Gualdo Tadino è un grande pioppo; a San Giovenale di Nocera Umbra il «calenne» si adorna di fiori gialli di maggiociondolo; altrove si trapiantava un ciliegio.
- Nel Medioevo il maggio era spesso un biancospino, l'albero della dea Maia; se proprio ci si doveva sposare in maggio, si accendevano cinque torce di biancospino fiorito per placarla.
- Ad Assisi la notte di Calendimaggio i canterini giravano con le fiaccole e festeggiavano la primavera con pane, formaggio, fave e vino.
- «Eccolo maggio, fa fiorir l'ortica»: è il mese delle rose, e la Madonna viene incoronata di rose.
Beltaine
1 maggio · si celebra dalla vigilia
Il fuoco di Bel apre la metà luminosa dell'anno: le mandrie passano fra i fuochi e salgono ai pascoli, si celebra l'amore, si pianta il palo di maggio. È una delle tre grandi assemblee celtiche, con Lughnasadh e Samhain.
Riti e usanze
- Si accendono i fuochi con i legni sacri e si fanno passare gli armenti fra le fiamme per proteggerli; si offrono fiori di melo e rose alle pietre, agli alberi e alle fonti.
- Si mangiano miele, latte, formaggi e le prime erbe depurative: cime d'ortica, raponzolo, tarassaco; si fumigano petali di rosa e lavanda per rinsaldare le coppie.
- Il primo di maggio era l'unico giorno in cui si poteva tagliare il biancospino; si appendeva una corona primaverile a un tronco sfrondato e si danzava intorno al palo.
Invenzione della Santa Croce
3 maggio
La festa della Croce di maggio, molto sentita nelle campagne perché cade quando il grano sta crescendo.
Riti e usanze
- I contadini piantavano in mezzo ai campi di frumento una croce di canne con la candelina della Candelora, il ramoscello d'olivo delle Palme e la «palma di San Pietro», un ramo di giglio benedetto.
- Nelle campagne viterbesi la croce si faceva di legno duro, per esempio di nocciolo, e dopo qualche giorno se ne esaminava la corteccia.
- In Romagna si dice che se piove il giorno di Santa Croce le noci non allegano e si bacano.
Apparizione di San Michele al Gargano
8 maggio
L'8 maggio i pellegrini salgono alla grotta di Monte Sant'Angelo, sul Gargano, dove l'arcangelo apparve.
Riti e usanze
- I pellegrini portano i mazzareddi, bastoni crociati con in cima ciuffi di pino d'Aleppo legati con nastri colorati: l'usanza risale a San Francesco, che si fece un bastone con un ramo di pino del monte.
Il mese del biancospino
13 maggio – 9 giugno
Il quinto mese dei Celti era dedicato al biancospino, albero della dea Maia e poi della Madonna.
Riti e usanze
- Nel Medioevo il biancospino era spesso l'albero di maggio piantato nella piazza del villaggio; a Glastonbury fiorì dal bastone di Giuseppe d'Arimatea.
Ascensione
14 maggio · Quaranta giorni dopo Pasqua
Giorno magico di collegamento fra cielo e terra, in cui ci si asteneva dal lavoro: propizio alla guarigione dei mali cronici.
Riti e usanze
- In Sicilia, a mezzanotte, i malati di gozzo addentavano la corteccia del pesco: il cattivo sangue passava all'albero, che seccava mentre il malato guariva.
- L'acqua e la rugiada raccolte nella notte acquistano virtù miracolose, come nella notte di San Giovanni; a Catania si appendevano alle porte i fiori di maggio, perché l'angelo della notte li benedicesse.
- «Per l'Ascensione il grano entra in granigione».
Pentecoste
24 maggio · Cinquanta giorni dopo Pasqua
La discesa dello Spirito Santo in lingue di fuoco: per questo era chiamata anche Pasqua rosa o rosata.
Riti e usanze
- Durante la messa si facevano piovere dall'alto rose, fiori e talvolta batuffoli di stoppa accesa, a ricordare le lingue di fuoco.
- A Orvieto la palombella scende lungo una fune: un tempo era di canapa e dalla sua discesa si traevano pronostici sull'annata.
Giugno
Calende delle fave (dea Carna)
1 giugno
Il primo di giugno i Romani lo chiamavano calende delle fave: offrivano alla dea Carna, custode dei cardini e della salute dei bambini, una farinata di fave mangiata ritualmente.
Riti e usanze
- Il mito narra che Carna salvò il piccolo Proca dalle striges, le donne-uccello che succhiavano il sangue dei lattanti: toccò tre volte la porta con un ramo di corbezzolo, asperse la soglia d'acqua e pose alla finestra un ramo di biancospino sacro a Giano.
- Da questa festa derivano molte usanze contro le streghe della notte di San Giovanni.
Corpus Domini
4 giugno · Il giovedì o la domenica dopo la Santissima Trinità
La festa del Santissimo Sacramento, nata dal miracolo di Bolsena, si celebra con le infiorate.
Riti e usanze
- A Genzano, Spello, Cetona e Bolsena le vie si coprono di quadri di petali e di polvere di fiori, calpestati dalla processione: simbolo del sangue di Cristo che si trasforma in salvezza, come la rosa che sboccia dalle gocce di sangue ai piedi della lancia.
Il mese della quercia
10 giugno – 7 luglio
Nel mese del solstizio fiorisce la quercia, l'albero sacro per eccellenza dei Celti e dei Romani, consacrato al dio supremo.
Riti e usanze
- A Dodona le sacerdotesse interpretavano la volontà del dio nel fruscio delle foglie di quercia.
Sant'Antonio di Padova
13 giugno
Il santo dei poveri e dei fidanzati, preposto nel cristianesimo alle messi come un tempo Cerere.
Riti e usanze
- Si distribuisce il pane dei poveri, in ricordo del miracolo della madre che promise ai poveri tanto grano quanto pesava il figlio annegato e risuscitato.
Litha — Solstizio d'estate
21 giugno
Il sole si ferma al culmine della sua corsa e da qui comincia a calare. È il momento più propizio per raccogliere erbe e fiori: nella stregoneria italiana la festa coincide con la notte di San Giovanni e la sua rugiada.
Riti e usanze
- Si raccolgono in abbondanza iperico e verbena, che serviranno per tutto l'anno; con i fiori d'iperico in olio d'oliva esposti al sole per ventuno giorni si prepara l'oleolito rosso.
- Per la guazza si lasciano in acqua di fonte, sotto la rugiada della notte, salvia, rosmarino, lavanda, petali di rosa, menta, fiori di sambuco, malli di noce, timo e iperico: all'alba ci si lava il viso e il corpo.
- Nella stregoneria italiana la Festa dell'Estate si celebra spezzando uno stelo di saggina, potenza delle tenebre, e alzando vittorioso uno stelo di finocchio, potenza della luce.
Festa dei Gigli di Nola
22 giugno
Nola ricorda il ritorno del vescovo Paolino dalla prigionia: gli abitanti gli corsero incontro cogliendo fiori, soprattutto gigli.
Riti e usanze
- I gigli della leggenda sono diventati otto campanili alti fino a venticinque metri, portati a spalla e fatti danzare nella piazza.
Notte di San Giovanni
24 giugno · si celebra dalla vigilia
La notte più magica dell'anno, al solstizio d'estate: le streghe volano verso il noce di Benevento, la rugiada guarisce, le erbe raccolte prima dell'alba hanno virtù miracolose. Il 24 giugno era considerato il giorno più adatto alle nozze.
Riti e usanze
- Contro le streghe si mettevano davanti all'uscio rosmarino, ginepro, olivo benedetto, alloro, fico e noce, oppure un barattolo di sale e una scopa di saggina: la strega doveva contarne i granelli e i fili prima di entrare, e a mezzanotte doveva fuggire.
- Chi andava per strada portava sotto la camicia le erbe di San Giovanni: l'iperico «cacciadiavoli», l'aglio che allontana ogni maleficio e porta ricchezza, l'artemisia madre di tutte le erbe, la ruta; in Abruzzo si cuciva la ruta in una borsetta da portare sul petto. Il basilico, la verbena e il ribes, le «bacche di San Giovanni», proteggono dai sortilegi; l'aglio comprato quel giorno e appeso in casa tiene lontani i vampiri.
- Nella notte del 23 si prepara l'acqua di San Giovanni: una bacinella d'acqua e fiori lasciata fuori alla rugiada, con lavanda, ruta, rosmarino e iperico, con cui ci si lava il viso al mattino.
- Le erbe della salute colte quella notte, la salvia e tutte le mente, ricevono virtù dalla rugiada come l'alloro giovanneo e il prezzemolo, che fa crescere i capelli.
- Divinazioni d'amore: un cardo fiorito, bruciacchiato e messo nell'acqua sul davanzale, se al mattino è ritto annuncia le nozze; i fiori d'ulivo a galla disegnano l'iniziale dello sposo; sotto il cuscino si mettono nove erbe colte in luoghi diversi, con l'iperico, o tre fave con più o meno buccia; per sapere chi si sposerà, nell'acqua con sandalo, rosmarino e malva rosa si osserva quale bigliettino col nome si apre per primo; un garofano gettato per la via rivela la famiglia dello sposo.
- Una polvere di foglie secche di maggiorana, valeriana, salvia e verbena, colte all'alba del 24 ancora bagnate di rugiada, era l'erba d'amore per vincere una ritrosa.
- A mezzanotte la felce mette per un istante il suo fiore misterioso, che dà saggezza, rende invisibili e scaccia gli spiriti: lo si attende seduti accanto alla pianta dentro un cerchio tracciato col coltello.
- Le noci per il nocino si staccano ancora verdi nella notte di San Giovanni, con una falce o una lama di legno, mai di metallo.
- Nell'isola di Man si accendevano falò perché il fumo passasse sul grano, e i pastori giravano intorno alle bestie con erica o ginestra accese; ad Alcara li Fusi gli altarini del Muzzuni si ornano di spighe e di orzo germogliato al buio.
Santi Pietro e Paolo
29 giugno
La festa dei due apostoli patroni di Roma chiude il ciclo del solstizio.
Riti e usanze
- Una leggenda narra che la madre di San Pietro, avara, avesse fatto un solo atto di carità donando una foglia di porro: aggrappata a quella foglia avrebbe potuto salire dall'inferno, ma la egoista non volle che altre anime si salvassero con lei.
- A metà giugno si vendono le chiavi di San Pietro fatte di pasta di mele, mandorle, torroncino e cannella.
Luglio
Mietitura e feste del grano
1–31 luglio · Fra la fine di giugno e luglio, al tempo della mietitura
Il raccolto del frumento era un'operazione sacra: si credeva che nelle spighe vivesse una forza, la madre del grano, che si rifugiava nell'ultimo covone.
Riti e usanze
- L'ultimo covone si vestiva, si portava in processione e si gettava nel fiume per chiamare la pioggia, o si bruciava spargendone le ceneri sui campi; i suoi chicchi si mescolavano alla semente d'autunno per garantire il raccolto dell'anno seguente.
- Nella sagra delle regne i covoni sfilano su carri ornati di mosaici di chicchi colorati; sul palco i mietitori battono e setacciano il grano e una donna in costume lo offre alla Madonna e poi lo sparge fra la gente con il gesto del seminatore.
- «Chi vuole un buon rapaglio lo semini di luglio»: dopo il grano si seminano le rape sulle stoppie.
Santa Maria Maddalena
22 luglio
A Taggia, in Liguria, la festa della Maddalena è legata alla lavanda e al ballo della morte.
Riti e usanze
- I maddalenanti dormono davanti all'eremo su foglie di felce; nell'eremo la parodia di una funzione religiosa termina con una finta benedizione impartita con un ramoscello di lavanda.
- Nel ballo della morte il compagno ricopre di lavanda la danzatrice che finge di morire, ed essa rivive: poi si distribuiscono mazzi di lavanda alla popolazione.
Neptunalia
23 luglio
Le feste romane di Nettuno, fuoco divino nascosto nelle acque, cadevano nel cuore dell'estate sotto il segno del Leone.
Riti e usanze
- Sulle rive del Tevere si costruivano capanne di rami d'alloro e si facevano giochi acquatici.
Sant'Anna
26 luglio
La madre di Maria, patrona delle partorienti e delle donne che desiderano un figlio, erede della Grande Madre che genera la spiga di grano.
Riti e usanze
- Come Demetra genera Persefone che genera la spiga, Anna genera Maria che genera la «spiga di salvezza».
- A Ischia la festa si celebra sul mare con una colazione di melanzane, coniglio e melone a volontà; «San Giacomo dei meloni», dice il proverbio di fine luglio.
Agosto
Lughnasadh — Lammas
1 agosto · si celebra dalla vigilia
La festa del dio Lug, che celebra le nozze con la terra: è la prima delle tre feste del raccolto, festa del grano e del pane, di fiere, banchetti e matrimoni propizi. Nel Medioevo divenne Lammas, la messa delle pagnotte.
Riti e usanze
- Si porta a benedire il pane del grano nuovo e lo si spartisce in famiglia; si offrono primizie, ghirlande di spighe alle pietre e una pagnotta agli spiriti della terra.
- Si intrecciano le bambole di spighe, che si conserveranno fino a Imbolc; si mangiano mirtilli e cipolle e si appendono in cucina trecce d'aglio per protezione.
- Il grano color dell'oro propizia il denaro: si prepara un sacchettino con tre foglie d'alloro, riso bianco e sette monete, bagnato nell'acqua santa.
Sant'Emidio
5 agosto
Il patrono di Ascoli Piceno, protettore dai terremoti.
Riti e usanze
- Sul sagrato del duomo si vende il basilico, di cui gli ascolani si adornano: quando nel secolo XI si ritrovò il sepolcro del santo, vi era cresciuta sopra una pianta di basilico.
Il mese del nocciolo
5 agosto – 1 settembre
Nella canicola maturano le nocciole: il nocciolo era per i Celti l'albero della saggezza interiore.
Riti e usanze
- Sopra il pozzo di Connle si piegavano i nove noccioli dell'arte poetica: chi ne mangiava i frutti acquistava bellezza e conoscenza.
- Alle nozze si distribuivano noci e nocciole come augurio di fecondità.
Ferragosto e Assunzione
15 agosto
Le antiche ferie d'Augusto, al culmine dell'estate, sono diventate la festa dell'Assunzione di Maria in cielo, erede delle dee dei raccolti.
Riti e usanze
- L'angelo annuncia a Maria la sua assunzione tenendo in mano un ramo di palma; nel transito della Vergine si cantava «come un giglio tra le spine, tale è la mia amata».
- In Armenia si benedicono all'Assunta i primi grappoli d'uva; in un paese della Calabria i ceri portati in processione hanno in cima un biscotto e un grappolo d'uva, che si spartiscono come talismani per i malati, e un trattore porta il manocchiu, un grande covone con una croce di spighe.
- A Palermo per la festa di mezz'agosto si prepara il gelo di mellone, succo di cocomero rappreso con l'amido.
- A Guardia Sanframondi i battenti si percuotono il petto con la spugna, una spazzola di sughero irta di punte.
Settembre
Esaltazione della Santa Croce
14 settembre
A metà settembre la festa della Croce segna il tempo della raccolta delle noci, prima della vendemmia.
Riti e usanze
- «Per Santa Croce una pertica per noce»: si staccano le noci scuotendo i rami, e le si mangia fresche col pane, perché «noci e pane, pasto da sovrane».
- Da metà settembre si possono battere anche le castagne.
Mabon — Equinozio d'autunno
22 settembre
Il sole torna a incrociare l'equatore e scende verso la metà oscura dell'anno: è il cuore del raccolto, la vendemmia, il tempo dei Misteri Eleusini, quando la dea scende agli inferi a cercare ciò che ha perduto.
Riti e usanze
- Si prepara un banchetto abbondante con vino, castagne, melograni e candele rosse, e se ne offrono gli avanzi agli spiriti per ringraziarli del raccolto.
- Si raccolgono le ultime erbe spontanee e si appendono al muro fino a Samhain, quando bruceranno nel fuoco; ciò che resta negli orti appartiene agli spiriti.
- Si offrono i secondi frutti, pere, mele e radici; nella stregoneria italiana si porge al dio un calice di vino con un rametto di ruta e si depongono foglie di quercia, assaggiando il grano.
Il pioppo bianco dell'equinozio d'autunno
22 settembre
All'equinozio d'autunno è consacrato il pioppo bianco, con le foglie verde scuro sopra e argentee sotto: confine fra la terra e il regno dei morti.
Riti e usanze
- Eracle tornò dagli inferi coronato di pioppo, e da allora il pioppo corona chi ha percorso i due mondi senza smarrirsi.
San Michele Arcangelo
29 settembre
L'arcangelo pesatore d'anime, psicopompo, presiede all'equinozio d'autunno e alla fine dell'estate.
Riti e usanze
- «Per San Michele il caldo va in cielo» e «ogni straccio sa di miele»: l'uva, i fichi e i cachi sono maturi.
- San Michele, narra la leggenda, annunciò a Maria la morte e la protesse con la palma durante l'assunzione.
Il mese dell'edera
30 settembre – 27 ottobre
L'edera, gort per i Celti, fiorisce in autunno ed era uno dei simboli di Dioniso.
Riti e usanze
- Fuori dalle osterie si appendeva una frasca d'edera per segnalare la mescita del vino: un amuleto che rendeva il vino innocente e spingeva alla sincerità.
Ottobre
San Francesco d'Assisi
4 ottobre
Il patrono d'Italia muore nel cuore della vendemmia, quando i grappoli sono raccolti nei cesti.
Riti e usanze
- La sua festa richiama la parola del Vangelo: «Io sono la vite, voi i tralci», tralcio fecondo che non conosce la morte.
Madonna del Rosario e sagre dell'uva
4 ottobre · La prima domenica d'ottobre
Con la vendemmia compiuta si celebrano le sagre dell'uva; il rosario è la corona di rose offerta alla Rosa delle rose.
Riti e usanze
- A Marino, la prima domenica d'ottobre, le fontane gettano vino e i carri carichi d'uva distribuiscono grappoli alla folla.
- Pregare il rosario è costruire simbolicamente una rosa in onore della Vergine.
Samhain
31 ottobre – 1 novembre
Il Capodanno celtico, che chiude il raccolto e apre la metà oscura dell'anno: nella notte delle Calende d'inverno il velo fra i mondi si assottiglia e i morti tornano a visitare i vivi. In Italia la tradizione vuole che le anime restino fra noi tre notti, fino al 2 novembre.
Riti e usanze
- Si apparecchia un posto in più a tavola per i defunti, si lascia loro acqua e una lanterna accesa fuori dall'uscio; si brinda alla memoria dei defunti con vino rosso speziato con chiodi di garofano, cannella, miele e noce moscata.
- Si offre al fuoco un rametto di rosmarino per la memoria, insieme al mazzo di erbe secche rimasto appeso in casa tutto l'anno; si lascia nei campi una parte del raccolto, che da questa notte appartiene al Piccolo Popolo.
- È la notte della divinazione: mele, nocciole, artemisia e le erbe visionarie aiutano i presagi; l'acqua dei defunti si prepara macerando semi di anice e fiori secchi di achillea raccolti a giugno.
- Nella stregoneria italiana la Festa dell'Ombra si celebra assaggiando un pezzetto di radice di ruta intinta nel vino e spargendo foglie di quercia secche sull'altare.
Novembre
Ognissanti
1 novembre
La festa di tutti i santi ha cristianizzato il capodanno celtico: i santi sono come i chicchi di grano che scendono nella terra d'autunno per rinascere in primavera.
Riti e usanze
- «Per Ognissanti siano i grani seminati e i frutti rincasati»: il grano appena seminato è «sceso negli inferi».
- I santi in vesti candide portano palme nelle mani, simboli di vittoria e di resurrezione.
Commemorazione dei defunti
2 novembre
Nella notte fra il primo e il 2 novembre i morti tornano a casa e mangiano il cibo preparato per loro: è l'eco del capodanno dei morti.
Riti e usanze
- In Veneto e in Friuli i morti consumano fave, castagne e zucca; in Piemonte si lasciavano castagne sulla tavola perché i poveri morti se ne nutrissero.
- Le fave, cibo dei morti fin dall'antichità perché simbolo del ciclo di vita e di morte, sopravvivono nei dolci di pasta di mandorle detti fave dei morti.
- I Romani offrivano sui sepolcri corone di fiori, viole sparse, farro con un grano di sale e pane inzuppato nel vino.
- Le tombe si ornano di crisantemi, giunti in Europa solo nell'Ottocento; il cipresso è l'albero dei camposanti, simbolo di immortalità per le foglie sempreverdi e il legno incorruttibile.
San Martino
11 novembre
«Per San Martino ogni mosto è vino»: si spilla il vino novello, si mangiano castagne e oca, e torna per pochi giorni l'estate di San Martino.
Riti e usanze
- «Oca, castagne e vin, tent tût pe' San Martin»: il vino nuovo si offre ritualmente al santo; le castagne sono il cibo legato ai morti che tornano nei giorni di capodanno.
- A San Giorgio di Valpolicella, nella festa delle fave, si distribuisce una minestra di fave, cibo della morte e della fecondità.
- La leggenda narra che i contadini legarono Martino, abbattitore degli alberi sacri, al tronco di un pino da segare: il pino cadde dalla parte opposta e schiacciò i persecutori.
Dicembre
San Nicola
6 dicembre
Il santo dei doni ai bambini, protettore di Bari, che la leggenda vuole risuscitatore di tre fanciulli. Nella notte della vigilia i bambini mettono una scarpa o un piatto davanti alla porta.
Riti e usanze
- Il santo porta di nascosto mele e noci, immagine infantile della buona fortuna.
Immacolata Concezione e Venuta della Santa Casa
8–10 dicembre
L'8 dicembre si portano fiori all'Immacolata; nella notte fra il 9 e il 10 dicembre le Marche festeggiano la Venuta della Santa Casa di Loreto con i fuochi.
Riti e usanze
- Si accendono i focaracci, alti coni di legna rivestiti di rami di ginestra e di ginepro raccolti nei boschi.
- Intorno al fuoco si mangia la fava ingreccia e si beve vino fino all'ora fatidica.
Santa Lucia
13 dicembre
La messaggera di luce, martire di Siracusa, festeggiata nel giorno che il calendario giuliano faceva cadere nel solstizio: il giorno più corto dell'anno.
Riti e usanze
- In Sicilia non si mangiano pane né pasta in ricordo della carestia vinta dalla santa con le navi cariche di frumento: si mangia la cuccìa, grano bollito con legumi o nel latte.
- Si preparano le panelle di farina di ceci; chi si astiene dalla farina di frumento, dice la tradizione, conserverà la vista.
Yule — Solstizio d'inverno
21 dicembre
La notte più lunga dell'anno, in cui rinasce il Sole bambino: la festa delle luci, dei sempreverdi e del ceppo che arde fino all'alba perché la luce vinca le tenebre.
Riti e usanze
- Si veglia con candele bianche e il fuoco acceso fino all'alba; si brucia nel camino il ceppo di Yule, un tronco di quercia scelto nei giorni precedenti.
- Si fumiga la casa con una mistura di cannella, aghi d'abete, bacche di ginepro, anice stellato e chiodi di garofano; si appendono ghirlande alle porte, perché Yule è la ruota che gira.
- L'albero si orna di noci, agrumi interi o fette d'arancia essiccate e fiocchi di lana; ai meli si offrono canti e sidro, e al fuoco menta o cannella.
- Nella stregoneria italiana la Festa dell'Inverno si celebra con una ghirlanda di sempreverdi, un piccolo ceppo di quercia al centro e un rametto di ruta donato a ciascuno.
Natale
25 dicembre
La nascita del Sole di giustizia nel cuore del solstizio: l'albero della vita, il ceppo che arde dodici giorni, le piante sempreverdi che vincono l'inverno.
Riti e usanze
- L'abete, albero cosmico e albero della vita, si orna di lumi e di frutti dorati.
- Il ceppo o ciocco di quercia si accende la vigilia e deve ardere lentamente fino all'Epifania: le sue ceneri proteggono la casa per tutto l'anno.
- Nelle campagne emiliane si bruciava ginepro in casa o se ne appendeva un rametto alle stalle e agli usci contro le streghe; nella Lucchesia il ginepro tagliato nel bosco si brucia nel focolare recitando l'angelus. La leggenda vuole che il ginepro abbia nascosto la Sacra Famiglia in fuga.
- Il vischio, pianta sacra dei druidi, e l'agrifoglio dalle bacche rosse sono amuleti e portafortuna.
- In Sicilia la mortella, l'oleastro, il pungitopo e la menta puleggio rifiorivano a mezzanotte, appena nato il Bambino; in Inghilterra il biancospino di Glastonbury germoglia a Natale.
- La vigilia si mettevano accanto al fuoco dodici chicchi di grano, uno per mese, per leggere l'andamento dell'anno; si cena di magro con zuppa di ceci.
