Pastiglie per le stanze dei malati: ingredienti, preparazione e uso magico

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Pastiglie per le stanze dei malati — Descrizione

Le pastiglie per le stanze dei malati sono una ricetta del 1824, con le dosi precise: una libbra di benzoino, mezza di storace, una d'olibano e due di carbone fine, legate con tintura di benzoino, essenze d'ambra grigia e di muschio, olio di mandorle e sciroppo.

Si formano in coni e si seccano al sole.

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Pastiglie per le stanze dei malati — Intenzione magica

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Pastiglie per le stanze dei malati — Ingredienti

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Pastiglie per le stanze dei malati — Preparazione

Si polverizzano separatamente le materie secche e poi si mescolano. Si aggiungono la tintura di benzoino, le essenze, l'olio di mandorle e lo sciroppo, fino a una pasta soda; se serve altro liquido si aggiunge acqua tiepida. Si formano pastiglie a cono e si fanno seccare al sole.

Si prepara quando è comodo.

Quando la miscela è pronta, la si lascia riposare per una notte perché «prenda». Gli oli si aggiungono con parsimonia: è più facile aggiungerne che toglierne, e se l'impasto diventa appiccicoso si aggiungono ingredienti secchi finché la consistenza è giusta.

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Pastiglie per le stanze dei malati — Uso magico

Per la stanza del malato — Si bruciano per profumare e purificare la stanza di chi è malato.

Per la convalescenza — Accompagnano il ritorno alla salute, con un profumo dolce e balsamico.

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Pastiglie per le stanze dei malati — Come si usa: incenso, olio, bagno

Come si brucia — Se ne posa un pizzico sul carboncino acceso, poco alla volta, durante il rito.

Le essenze — Se non si trovano gli ingredienti naturali, si possono usare le essenze di sintesi: servono allo stesso scopo. Le proporzioni si possono adattare al proprio gusto: anche le ricette con le parti indicate sono nate così, e il miscuglio giusto si trova con il lavoro e l'esperienza.

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Pastiglie per le stanze dei malati — Nella tradizione antica

La ricetta viene da un libro del 1824. Alcune materie oggi sono molto care, e si possono ridurre le quantità in proporzione.

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Pastiglie per le stanze dei malati — Corrispondenze esoteriche

Forme d'usoIncenso
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Pastiglie per le stanze dei malati — Rituali e pratiche

La stanza del malato — Brucia una pastiglia al mattino nella stanza del malato, poi apri la finestra per qualche minuto.

La convalescenza — Durante la convalescenza, brucia una pastiglia ogni sera e visualizza il corpo che si rinforza.

La guarigione — Quando il malato è guarito, brucia l'ultima pastiglia e ringrazia.

Le dosi ridotte — Prepara metà o un quarto della ricetta, mantenendo le proporzioni.

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Pastiglie per le stanze dei malati — Avvertenze

Usa muschio e ambra grigia solo come essenze di sintesi. Non bruciare le pastiglie vicino al malato se ha problemi di respiro. Brucia poco alla volta, in un luogo aerato, e tieni l'incenso lontano da bambini e animali.

Gli oli essenziali non si ingeriscono e non si mettono puri sulla pelle: vanno diluiti in un olio vettore. Brucia incensi e resine in un luogo aerato, lontano da bambini e animali, su carbone ardente in un recipiente resistente al calore.

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Pastiglie per le stanze dei malati — Incensi, oli e resine affini

Altre materie e formule con lo stesso pianeta, le stesse intenzioni o lo stesso elemento: si possono unire nella stessa miscela o sostituire quando manca.

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Pastiglie per le stanze dei malati — Piante, pietre e rituali affini

Le pietre, le piante e i rituali che lavorano con lo stesso pianeta o le stesse intenzioni di Pastiglie per le stanze dei malati.

Piante

Pietre

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Pastiglie per le stanze dei malati — Domande Frequenti

Benzoino 450 g, storace 225 g, olibano 450 g, carbone 900 g, più i liquidi.

Tintura di benzoino, essenze d'ambra grigia e di muschio, olio di mandorle e sciroppo chiaro.

Al sole.

Sì, in proporzione.

Le pastiglie per le stanze dei malati sono una ricetta del 1824, con le dosi precise: una libbra di benzoino, mezza di storace, una d'olibano e due di carbone fine, legate con tintura di benzoino, essenze d'ambra grigia e di muschio, olio di mandorle e sciroppo.

Gomma benzoino, gomma storace, olibano, carbone fine, tintura di benzoino, essenza d'ambra grigia, essenza di muschio, olio di mandorle, sciroppo chiaro e acqua tiepida.

Quelle indicate negli ingredienti; si possono adattare al proprio gusto.

Si prepara quando è comodo.

Un pizzico alla volta sul carboncino acceso.

Una notte, perché «prenda».

Sì, se mancano gli ingredienti naturali.

Sì: il miscuglio giusto si trova con l'esperienza.

Fonti e bibliografia
  • Leo Vinci, Incense