Storace: incenso, olio e uso magico
Storace — Descrizione
Lo storace è il balsamo dolce che stilla da alberi d'Oriente: si trova liquido, il cosiddetto storace liquido, o in pezzi solidi, e brucia con un profumo morbido e zuccherino. Il suo nome greco, stacte, voleva dire «goccia»: la goccia che cola dalla corteccia ferita.
È una delle grandi materie dell'incenso antico: era fra le gomme del Sole, entrava nella fumigazione di Giove e nelle preghiere alla Luna, e i Caldei lo bruciavano per Venere. Le tavole dei profumi lo danno di solito a Mercurio, a volte a Saturno; per la tradizione alchemica è un profumo venusiano, del Toro.
A volte lo si confonde con il benzoino, ma i due profumi sono diversi: il benzoino è terroso, lo storace è dolce.
Storace — Intenzione magica
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Storace — Uso magico
Per le invocazioni — Nella tradizione antica era uno degli incensi più usati per chiamare le forze dei pianeti: si bruciava per Giove, per le stelle polari, per la Luna e per Venere.
Per Venere — I sapienti caldei mescolavano storace secco e liquido con noce moscata, agrifoglio, rose, fiori di mirto, olibano e croco, e con quel profumo affumicavano le vesti, le immagini e il viso nei giorni di festa, dicendo che allontanava ogni malanno e rendeva Venere benevola.
Per Ecate — Negli antichi oracoli dedicati a Ecate si bruciavano mirra, olibano e storace perché la dea apparisse in sogno e rispondesse.
Contro il malocchio — Nei riti islamici, con l'olibano, il benzoino, il coriandolo e il legno d'aloe, era fra le materie degli incensi usati contro il malocchio.
Nelle formule — È nell'incenso verde, con il benzoino e il macis, e nelle miscele di Mercurio, di Giove e di Venere.
Storace — Come si usa: incenso, olio, bagno
Come incenso — Lo storace solido si brucia su un carboncino; quello liquido si aggiunge in piccole quantità alle miscele di resine, che lega e rende più morbide.
Storace — Nella tradizione antica
Nella grande tradizione della magia naturale lo storace è fra le gomme del Sole, insieme all'olibano, al mastice, al benzoino, al ladano, all'ambra e al muschio, ed entra nella fumigazione di Giove, con i semi di frassino, il legno d'aloe, il benzoino, il lapislazzuli e la cima di una piuma di pavone. Una antica dottrina lo pone invece fra gli incensi di Saturno, insieme alla cassia forte.
Per lavorare con Giove, i sapienti preparavano pillole d'incenso di storace, radice di calamo, resina di pino, peonia e altre piante impastate con vino vecchio; per le stelle polari mescolavano storace, noce moscata, agrifoglio, legno d'aloe, nardo e mastice. Nelle operazioni della Luna lo si gettava in grande quantità nell'incensiere, rivolti verso di lei.
Si raccontava che gli alberi dell'olibano fossero custoditi da serpenti alati, che si allontanavano soltanto bruciando storace. Le antiche immagini delle dimore lunari usavano lo storace anche in operazioni di distruzione e di inimicizia, riportate più sotto, in rosso.
Storace — Dal testo antico: ciò che non va riprodotto
Le immagini delle dimore lunari usavano lo storace anche in operazioni di danno. Nella prima dimora, un'immagine di uomo nero in un anello di ferro, sigillata in cera nera e profumata con storace liquido, per la distruzione di qualcuno. Nella quarta, per la vendetta, la separazione, l'inimicizia e la malevolenza, un soldato a cavallo con un serpente nella mano destra, in cera rossa, profumato con mirra rossa e storace. Nella ventisettesima, per distruggere fontane, pozzi e bagni, un'immagine di terra rossa bruciata, i cui resti si chiudevano in un vaso con assafetida e storace liquido e si gettavano nel pozzo da rovinare. Le quantità non sono indicate.
Riportato soltanto come documento storico, per completezza: sono pratiche crudeli, tossiche o contro la volontà altrui. Non riprodurle.
Storace — Alchimia e spagiria
Nella tradizione alchemica delle piante i profumi di Venere sono il sandalo, lo storace, legato al segno del Toro, e il galbano, legato alla Bilancia.
Storace — La pianta
La pianta da cui nasce, con le sue corrispondenze, il folklore e i rituali, ha una scheda propria nella biblioteca delle piante: Liquidambar (Storace) — scheda della pianta →
Storace — Corrispondenze esoteriche
Storace — Rituali e pratiche
Il fumo di Venere — Il venerdì, brucia su un carboncino storace, un pizzico di olibano e qualche petalo di rosa secca. Passa nel fumo un oggetto che porterai con te, chiedendo che Venere ti renda benevola la sua grazia; poi indossalo o tienilo in tasca.
La preghiera a Giove — Il giovedì, nell'ora di Giove, accendi una candela porpora e brucia lo storace. Formula con calma la tua richiesta di saggezza o di prosperità, e lascia salire il fumo finché la candela non ha bruciato un poco.
Il sogno di Ecate — In una notte di luna calante, brucia insieme mirra, olibano e storace in parti uguali. Chiedi a Ecate di parlarti in sogno sulla domanda che ti sta a cuore; poi spegni il carbone e vai a dormire con un quaderno accanto al letto.
Storace — Avvertenze
Lo storace liquido è appiccicoso e macchia: usalo a gocce e lavati bene le mani.
Gli oli essenziali non si ingeriscono e non si mettono puri sulla pelle: vanno diluiti in un olio vettore. Brucia incensi e resine in un luogo aerato, lontano da bambini e animali, su carbone ardente in un recipiente resistente al calore.
Storace — Incensi, oli e resine affini
Altre materie e formule con lo stesso pianeta, le stesse intenzioni o lo stesso elemento: si possono unire nella stessa miscela o sostituire quando manca.
Storace — Piante, pietre e rituali affini
Le pietre, le piante e i rituali che lavorano con lo stesso pianeta o le stesse intenzioni di Storace.
Piante
Pietre
Rituali
Storace — Domande Frequenti
Un balsamo dolce che stilla da alberi d'Oriente, liquido o solido.
Si brucia nelle invocazioni planetarie, per Giove, la Luna e Venere.
Di solito Mercurio, a volte Saturno; anticamente era fra le gomme del Sole.
Sì: per la tradizione alchemica è un profumo venusiano, del Toro.
Lo storace è dolce, il benzoino terroso.
«Goccia»: il nome greco dello storace.
Solido su un carboncino, liquido a gocce nelle miscele.
Sì, con frassino, legno d'aloe, benzoino e lapislazzuli.
Sì: negli antichi oracoli si bruciava con mirra e olibano.
Era fra gli incensi usati contro il malocchio nei riti islamici.
Una miscela di benzoino, macis e storace.
Sì: nelle operazioni lunari si gettava nell'incensiere.
Si raccontava che allontanasse i serpenti alati che custodivano l'olibano.
Sì, nella tradizione alchemica.
Dolce, morbido e balsamico.
Sì: i Caldei lo bruciavano per rendere Venere benevola.
Il balsamo nella sua forma fluida, da usare a gocce.
Sì, quello liquido è appiccicoso.
Sì, con noce moscata, agrifoglio, legno d'aloe, nardo e mastice.
Sì: il liquidambar, nella biblioteca delle piante.
Fonti e bibliografia
- Cornelio Agrippa, De occulta philosophia (ed. moderna), libro I, ca; libro II, ca; libro III
- Picatrix, trad. moderna, libri III-IV, ca
- Leo Vinci, Incense
- Manfred M. Junius, Alchimia verde / Plant Alchemy, Plant Alchemy
- Karen Harrison, The Herbal Alchemist's Handbook, voce «Benzoin gum»
